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Stress psicofisico: come cambiare qualcosa che non va con la psicologia positiva

Molte volte la causa dei nostri problemi è legata a qualche aspetto della nostra vita che non va, la psicologia positiva ci può aiutare a capire come apportare un cambiamento significativo nella nostra vita imparando a gestire le emozioni.

Ci sono periodi della nostra vita dove ogni giorno ci sembra difficile da affrontare come un lunedì, quando non sentiamo di avere la forza per affrontare le nostre scadenze lavorative che ci sembrano così complesse, o quando il nostro corpo manifesta un problema attraverso disturbi gastrici o legati all’epidermide: questi sintomi potrebbero essere la manifestazione di una situazione di stress psicofisico.

Lo stress è infatti una risposta psicofisica che il nostro organismo mette in atto in reazione a compiti che valutiamo come eccessivi ed esistono diversi fattori stressanti che possono portare ad una condizione critica. Ad esempio: gli eventi della vita sia piacevoli, come un matrimonio, che spiacevoli, come la perdita di una persona cara, fattori ambientali legati ad un problema a casa o a lavoro, cause fisiche legate ad abuso di fumo e alcol o ancora malattie che ci portano in uno stato di tensione.

La psicologia positiva e le emozioni.

Un approccio diverso per affrontare queste situazioni di disagio ce lo dà la psicologia positiva, una branca della psicologia che parte dall’assunto che ognuno di noi desidera una vita appagante e accrescere i propri lati positivi per migliorare le nostre esperienze in diversi campi della vita: dall’amore alle relazioni, dal lavoro al tempo libero. Il suo fondatore, Martin Seligman, si è basato sull’idea che la psicologia non debba essere solo un mezzo per ridurre o curare un danno, ma uno strumento per stimolare le emozioni positive, le potenzialità e le virtù che ognuno ha.

Quando ci troviamo davanti a questo tipo di stress, il primo passo per metterci in un percorso di guarigione è aumentare le nostre emozioni positive e imparare a gestire quelle negative. Infatti, anche se provare emozioni negative non è piacevole, pensare di eliminarle totalmente è irreale perché sono parte della nostra vita e svolgono un ruolo importante, insieme a quelle positive, nell’ottimizzare il funzionamento e il benessere del cervello. Le emozioni negative ci avvertono di potenziali problemi o pericoli, riportando la nostra attenzione su ciò che dobbiamo cambiare o risolvere.

La strada verso il cambiamento.

Per sciogliere i nostri nodi emotivi e iniziare a cambiare dovremo, per prima cosa, identificare ed essere consapevoli delle nostre emozioni cercando di dargli un nome preciso (paura, rabbia, tristezza…), in un secondo momento ci possiamo interrogare sul significato dell’emozione (cosa scaturisce l’emozione?), la terza fase è quella dell’accettazione e consiste nel darci il permesso di provare anche le emozioni più sgradevoli. Una volta finita questa prima fase, potremo passare all’azione utilizzando tecniche atte a ridurre l’intensità e durata dell’emozione, invece che compensarla o sopprimerla.

Il miglior modo per gestire le nostre emozioni è imparare ad affrontarle con un atteggiamento attivo aiutandoci con qualche utile strategia, ad esempio:

  • – riconoscere l’emozione, tra le tante, e imparare a dare valore alla stessa, permettendoci di provarla come tutte le altre manifestazioni del nostro sentire;
  • – esprimere l’emozione in maniera appropriata rispetto al contesto e in maniera coerente con la propria personalità e valori;
  • – accettare quello che si sta provando senza giudicare il proprio sentire;
  • – reappraisal cognitivo, ossia cercare di spiegare l’evento dandogli un significato diverso per modificare l’emozione collegata;
  • – risolvere il problema in maniera concreta cercando di modificare la situazione negativa;
  • – apprendere qualcosa di utile dall’emozione provata per avere maggior consapevolezza delle proprie azioni, decisioni e relazioni.

In questo percorso che ci aiuta a gestire le emozioni, quando l’affaticamento psicofisico ci rende difficile il percorso, può essere utile il supporto di SameFast Up, l’integratore alimentare che aiuta a mantenere alto il tono dell’umore e a combattere stanchezza e affaticamento.

SameFast Up infatti contiene SAMe, oltre a vitamine B9 (acido folico) e B12 che intervengono nella sintesi dei neurotrasmettitori come serotonina, dopamina, e noradrenalina, coinvolti nella regolazione del tono dell’umore1. È disponibile in compresse e bustine orosolubili, entrambe ad assorbimento rapido.

 

Bibliografia:

  1. Bottiglieri T. Psychiatry Clin N Am 36 (2013) 1-13

Fonti per approfondimento:

  1. Seligman, M.E.P. (1990). Imparare L’Ottimismo (Learning Optimism). New York: Knopf. (reissue edition, 1998, Free Press)
  2. Mayer, J. D., & Salovey, P. (1995). Emotional intelligence and the construction and regulation of feelings. Applied & Preventive Psychology.